lunedì 11 febbraio 2008

Zona di rifugio per pantegane...

Sta per cominiciare il Consiglio Comunale che deciderà la sorte dei cittadini di Via San Giuliano, perché è di questo che si tratta, non di alberi: di gente, di persone.

Comunque vada, io non mollo e comincerò anche sull’ altro fronte, quello del verde dimenticato, quello che c’ è dietro Vicolo San Giuliano e Via Amman, compresa la “roia” usata come fogna…

Forse c’ era già, ma stamane ho notato sulla recinzione del mio vicino di casa un piccolo cartello bianco che indica questa come zona di caccia di riserva del Comune di Pordenone, e, meglio, ZONA DI RIFUGIO.

Di che? Di pantegane lunghe un braccio?!

Vedremo…

Glorianna Presot

Mozione del Sindaco in Consiglio Comunale

N. 17 MOZIONE
OGGETTO: ATTO DI INDIRIZZO DEL CONSIGLIO COMUNALE IN MERITO ALLA RIQUALIFICAZIONE DI VIA SAN GIULIANO.
Premesso che:
- l’Amministrazione Comunale, nell’ambito dei lavori di moderazione del traffico e messa in
sicurezza dei percorsi pedonali, intende provvedere alla riqualificazione di Via San Giuliano in
quanto:
a) i marciapiedi si presentano in pessimo stato di conservazione con evidenti segni di degrado
causa la vetustà , soprattutto intorno ai tronchi delle alberature esistenti, dove gli apparati radicali hanno in modo consistente sollevato la pavimentazione creando anche notevoli dislivelli con conseguente pericolo ed intralcio alla circolazione pedonale, i pedoni sono costretti in alcuni punti a camminare sulla carreggiata;
b) la strada è interessata da intenso traffico veicolare nelle due direzioni di marcia.
c) la folta chioma sempreverde dei lecci, oltre ad invadere gli spazi verdi privati ed entrare in
contatto con le piante ivi presenti, fa da “tappo” all’arieggiamento della strada e nel sottochioma si forma un notevole ristagno di fumi di scarico, che creano una cappa di smog percettibile
olfattivamente e visibilmente;
Considerato:
- Che le varie ipotesi progettuali presentate in questi anni non hanno trovato condivisione, né
da parte della popolazione pordenonese, né da parte dei rappresentati politici;
- Che tre sono allo stato le possibilità di intervento e precisamente:

SOLUZIONE A
1. mantenimento dell’attuale stato viario e pedonale e dell’attuale alberatura di lecci ,
con esclusione di quelli malati o di intralcio alle opere;
2. la realizzazione di aiuole in terreno vegetale alla base delle alberature di leccio da
mantenere costituite dalla posa in opera di una fascia larga di cm 90 di cubetti di
porfido dello spessore di cm 6 posati su sottostante sottofondo in terreno vegetale,
opportunamente stesi a quota costante con il resto della pavimentazione, per
consentire il passaggio ai pedoni e comunque ai disabili su sedia a ruote;
3. restringimento della sede stradale a 7,00 metri per tutto il tratto interessato,
mantenendo le due corsie di marcia
4. realizzazione di nuovi marciapiedi in porfido;
5. realizzazione di nuovo impianto di illuminazione pubblica;

SOLUZIONE B
1. l’abbattimento di tutta l’alberatura viaria presente;
2. restringimento della sede stradale a 7,00 metri per tutto il tratto interessato,
mantenendo le due corsie di marcia
3. realizzazione di nuovi marciapiedi e pista ciclo-pedonale sul lato Noncello;
4. inserimento di aiuole a verde ed arbusti;
5. realizzazione di nuovo impianto di illuminazione pubblica;

SOLUZIONE C
1 abbattimento di tutti i lecci presenti nel lato sud-est e quelli malati e di intralcio alle
opere;
2. un senso unico permanente con corsia di larghezza minima di m. 5,50,.
3. realizzazione di nuovi marciapiedi e di una pista ciclo-pedonale sul lato Noncello
4. realizzazione di nuovo impianto di illuminazione pubblica.

Ritenuto di adottare una decisione che abbia la più ampia condivisione da parte del
Consiglio comunale,
I N V I T A
Il Consiglio comunale ad esprimere un parere in merito alle tre ipotesi progettuali sopra illustrate.
Pordenone 5 febbraio 2008
IL SINDACO Sergio Bolzonello

giovedì 7 febbraio 2008

Dagli ex Consiglieri di Circoscrizione

Al Sindaco di Pordenone Sig. Sergio Bolzonello


e p.c. alla Giunta, al Consiglio Comunale, ai mezzi Stampa


Oggetto: Riqualificazione di Via San Giuliano.


Siamo dei Consiglieri di Circoscrizione di Borgomeduna “congelati”, da sempre interessati al nostro Borgo. Dai primi di gennaio ci è stata tolta la possibilità di esprimere le nostri opinioni, tramite gli organismi nei quali siamo stati democraticamente eletti, ma ad oggi ci sentiamo ancora in debito nei confronti dei nostri elettori. Ringraziamo questa Amministrazione per lo stanziamento di € 725.000, una cifra significativa rispetto al passato. Da oltre 15 anni la Circoscrizione ha sollecitato la riqualificazione di via San Giuliano, dato che l' abbandono e il dissesto del marciapiede sono molto pericolosi. Per ben due progetti, l'Amministrazione ha recepito i nostri suggerimenti, ma un dilemma da alcuni mesi fa discutere gli amministratori: è opportuno oppure no, tagliare i Lecci, posti nelle vicinanze dell'incrocio centrale di Borgomeduna?

Il 23 gennaio l'assessorato competente si è presentato difronte ai cittadini con un terzo progetto.

Diversi sono i motivi che noi suggeriamo nell’opera di riqualificazione di Via San Giuliano, che già nell'assemblea pubblica del 19/04/2007 sono stati resi noti al Sindaco e alla Giunta:

1 - La manutenzione degli alberi, nel caso si mantengano, risulta onerosa e deve essere prevista la potatura ogni 3 anni, la pulitura dei tombini della fognatura, il riposizionamento dei blocchetti di porfido ogni volta che verranno sconnessi dalle radici.

2 - Attualmente diversi sono i disagi dei cittadini: pareti sporche, smog fermo, grondaie intasate, foglie all’interno delle proprietà, mura di proprietà sconnesse, tutti danni che l'Amministrazione rimborserà?

3 -Il regolamento d’igiene, recentemente approvato, prevede il taglio al limite del confine.

5 - La strada deve prevedere una continuità di progetto con la futura rotonda di Borgomeduna.

PERTANTO

Invitiamo l'Amministrazione a cogliere la forza della sussidiarietà nella progettazione di questa strada e a recepire le indicazioni della Popolazione:

  • Nel progetto presentato non si garantisce i percorsi per gli utenti “deboli”: pedoni, carrozzine e ciclisti sono molto penalizzati e non sono messi in sicurezza; suggeriamo di ridisegnare i marciapiedi con dimensioni e quote adeguate, senza ostacoli o alberi.

  • Tagliare i Lecci, visto il forte disagio che creano, e piantumare nuove aree più lontane dalle abitazioni.

  • Predisporre il parcheggio della zona del Tinti con un collegamento pedonale nell'area Uberco, come previsto nel Piano Regolatore.

  • Salvaguardare l'impianto della fontana storica nel vicolo A.Amman.

Certi che con questo documento contribuiamo con delle indicazioni utili all'Amministrazione porgiamo Cordiali saluti.

Pordenone, 4 febbraio 2007

IN FEDE

Bonazza Marco, Bertoni Giancarlo, Feletto Giordano, Farinella Rolando,Cornacchia Adalberto, Gaspardo Luigi, Facchin Andrea, Bortolin Catalina, Santarossa Giacomo, Cordenons Andrea, Elisabetta Pajer, Martino Gregorio.

Dignità per la Via e i suoi abitanti

E vogliamo parlare di illuminazione? Avete visto in che condizione sono i bei palloni doppi della Via San Giuliano? Luridi di quella resina appiccicosa. Nemmeno quello è un aspetto dignitoso per chi se li ritrova davanti a casa.

La pulizia e l’ ordine sono diritti ai quali i cittadini di questa via hanno rinunciato da anni o hanno faticato molto più che altrove per mantenerli.

VOGLIO capire chi non sapendo e non vivendo qui teme per gli alberi, ma VORREI che ogni tanto il bene comune fosse considerato primariamente relativo alle persone…

superpippo

mercoledì 6 febbraio 2008

Di dubbio in dubbio...

Sperando che non diranno che gli 8 lecci malati sono stati abbattutti per colpa della gente di Via San Giuliano, mi viene spontanea un’ osservazione, percorrendo la via: sembra una bocca sdentata! 2 lecci qua, 2 lecci là abbattutti e quelli rimasti un po’ pendono verso le proprietà private, un po’ verso la strada, alcuni sono troppo vicini tra loro,...

Ora, tra l’ altro, si vedono molto meglio i marciapiedi disastrati e così tanto sollevati che c’ è da chiedersi come riusciranno a rifarli tenedoli ad un’ altezza di 10 centimetri dal livello della strada.

Dovranno tagliare le radici, rischiando di compromettere la stabilità stessa della pianta, senza calcolare l’ agonia lunga, inutile e crudele…

Superpippo

martedì 5 febbraio 2008

Prima di parlare...

…e poi scusate, eh? Ma l’ avete vista la petizione? Son quasi 3 anni che è stata presentata, a quanto pare seguendo le indicazioni del Sindaco stesso che aveva chiesto di farla sottoscrivere SOLO degli abitanti della zona, sennò non aveva senso; eppure continuano a dire che la gente di Via San Giuliano non è d’ accordo nel tagliare gli alberi, anzi: il 50% sono favorevoli al mantenimento!

Volete i nomi? La Cardin jr. (che ha anche detto che quegli alberi sono dei monumenti perché hanno 70 anni: ma per cortesia! Lei un indiscutibile monumento cittadino di 70 anni ce l’ ha in casa: forse si confonde…); e Conficoni, per il quale si può parlare di mala fede, dato che glielo hanno urlato alla riunione per la presentazione del “progetto beffa” che non solo i presenti (comunque numerosi e imbufaliti) erano favorevoli e che rappresentavano anche gli altri firmatari.

S’ è scaldata perfino la mite signora Gina che ha brandito il bastone e lo ha invitato ad andare a pulirle il cortile tutti i giorni e ad aprirle il cancello bloccato dalle radici!

E lui ha continuato a dire che il 50% sono contro il taglio. Bene: fuori le altre 120 firme, allora!

Glorianna Presot

lunedì 4 febbraio 2008

c'erano prima i lecci o le recinzioni?

Rispetto a quanto ho letto sul Gazzettino e che è stato riportato su questo spazio (Coden), vorrei precisare che i lecci non hanno 50 anni, ma 38, e che quasi tutte le abitazioni e le recinzioni c’ erano prima di loro e non il contrario: non sono state loro a disturbare la crescita degli alberi. Anche la gente, molta, c’ era già e ha cominciato ad aver a che fare con i disagi da leccio molto presto: son più di 15 anni che ininterrottamente si chiede una soluzione. Son più di 15 anni che i marciapiedi sono dissestati. Solo 12 anni fa, cioè dopo 26 anni di incuria, c’ è stata la prima potatura seria e, se non erro, anche una passata con “medicinali” adatti. Anche la strada c’ era già ed era trafficata anche 30- 40 anni fa. C’ era già, purtroppo, anche un’ Amministrazione miope, almeno nel suo reparto Lavori Pubblici, che ha piantato delle querce troppo vicine tra loro e lungo una strada di città centrale, neanche di periferia, in un periodo dove si poteva solo immaginare lo svuluppo di fabbricati e traffico e aumento di abitanti per la spinta industriale ed economica del tempo.

E la gente di Via San Giuliano deve pagare la miopia di un tempo e la miopia anche di adesso? E davvero i lecci si sono “Ammastellati”? Qui come al Governo centrale, nella particellazione di sedie e idee, basta davvero un Mastella che “sceglie la famiglia” e pochi lecci per far cascare tutto? E la gente di Via San Giuliano dev’ essere colpevolizzata, quando alle spalle del Borgo, verso il Noncello, c’ è tanto spazio verde, intricato, sterpizzato e panteganizzato e che secondo le regole del Comune nemmeno dovrebbe esserci? Uno spazio dove dalle case private piovono acque reflue direttamente nella “roia” che va al Noncello…

Magari cominceremo a parlare anche del retro di Via Amman e di Vicolo San Giuliano. Non si sa mai…

Superpippo

venerdì 1 febbraio 2008

Le radici dei lecci spaccano la giunta

Gli alberi a Pordenone
Non tutti gli alberi si accontentano di fare gli alberi. Prendete i platani, sono convinti di avere l'appalto della vigilanza stradale e guai ai malcapitati che tentano di uscire dalla carreggiata: li aspettano sul bordo fermi come macigni e li arrestano senza neanche fare verbale. Sarà per il portamento impettito o per la chioma a lacrima che i cipressi si atteggiano a chierichetti, fatto sta che si sono accaparrati il monopolio dell'ultimo saluto e non c'è verso per altri concorrenti. L'ulivo, si sa, oltre a vantare virtù culinarie, è un albero intellettuale; si è dato alla politica e la sua immagine campeggia nelle insegne di chi compete per la guida del Paese. Il leccio, invece, è un albero che fa solo l'albero, non ha ambizioni extravegetali. Preferisce vivere nei boschi e nei campi, lontano da polvere e chiasso, ma, se lo piantano in città, attecchisce e cresce anche lì. Pretende solo di fare il suo mestiere di sempreverde con polmoni di quercia. Spandere ombra, fare il cambio di foglie e bacche quando gli va, mettere radici senza impacci. È quello che fanno i lecci del quartiere San Giuliano da cinquant'anni ed è quello che continuerebbero a fare volentieri per altri cinquanta. Sennonchè si sono accorti di dare fastidio, loro, i lecci, un po' a tutti: a chi ha alzato le recinzioni e i muri che soffocano le chiome in alto e a chi ha posato i marciapiedi che li comprimono sotto; si sentono in colpa quando leggono che le loro radici hanno spaccato non solo il selciato, ma anche i banchi dell'assemblea dove si governa la città. Così hanno preso una decisione. Niente manfrine ecologiste, patetici di dibattiti sull'ambiente, comitati pro-giardinaggio, soprattutto niente strumentalizzazioni politiche. Sono dignitosi loro, i lecci, e vogliono stare alla larga da quelle beghe. Quindi, bando alle chiacchiere, alle terapie di mantenimento dei sani e al ricovero in discarica dei malati. Salute o non salute, se non possono fare quello per cui sono nati, un taglio netto e amen. Questo chiedono tutti i lecci di San Giuliano, compresi gli otto che, proprio in queste ore, sono scossi dai brividi delle motoseghe. E un'altra cosa. Che le loro spoglie, se possibile, vengano disperse lì accanto, nella giungla cresciuta attorno al Noncello. Non si sa mai, nell'altra vita.
( di Giorgio Coden liberamente tratto da Il Gazzettino 1 febbraio 2008)

giovedì 31 gennaio 2008

Quanti anni hanno i lecci e i pini marittimi?

Quando stamane ho sentito il rumore delle seghe sui lecci non ho provato sollievo, ma nausea.

I pini marittimi della seconda parte di Via San Giuliano e del Ponte di Adamo ed Eva saranno tagliati, anche quelli sani, eppure non impedirebbero l’ ampliamento dei marciapiedi in quanto sono verso il fosso, non verso la strada; inoltre i marciapiedi adiacenti sono rovinati da tempo e incuria, ma non mi pare ne siano le piante direttamente responsabili; non so se hanno più di sessant’ anni come quelli che senza colpo ferire sono stati tagliati (davvero erano malati?) in Via Rivierasca…

Provo nausea per la confusione per questi lecci che solo disagi portano e che hanno 38 anni, non sono un monumento storico; per chi in mala fede continua a dire che solo metà degli abitanti di Via San Giuliano è favorevole; per i consiglieri che hanno con tanta superficialità sconfessato il Sindaco che falsamente hanno appoggiato per garantirsi la “careguta”; per un Sidaco che ha mentito a sé, ai consiglieri e soprattutto ai cittadini quando si è impegnato al taglio in prima persona. Provo nausea per chi continua a non pensare agli abitanti e usano gli alberi per rimestare gli equilibri; per chi dice “… non si preoccupi che intanto facciamo così e poi piano piano questi alberi verranno giù lo stesso…”; per chi ci ha dato degli strumentalizzati; per chi manca di rispetto verso la nostra salute, la nostra sicurezza, la nostra tranquillità.

Provo nausea per quelli che non seguono il consiglio dei nostri veci: “Prima de parlar, tasi…”

martedì 29 gennaio 2008

L'amministrazione invita i cittadini di Via San Giuliano

Io c’ ero alla riunione a Borgomeduna per Via San Giuliano, ho visto l’ esasperazione nutrita da anni di noncuranza quasi continua da parte delle amministrazioni comunali; l’ ho sentita negli interventi di rabbia trattenuta dall’ educazione e poi esplosa all’ intervento dell’ unico non firmatario della petizione (120 firme!) di tre anni fa tra gli abitanti della via, il consigliere comunale Bianchini. Sono certa del suo genuino impegno, tantopiù che abita distante dagli alberi! Ma non accetto che mi dica che siamo strumentalizzati da chi vuole il taglio degli alberi, dato che chi lo vuole siamo noi!

Ho sentito il disagio di gente che ha il proprio cortile spaccato o non può aprire il cacello a causa delle radici: poi arriva la multa per divieto di sosta perché il figlio ha dovuto parcheggiare l’ auto fuori!

Capisco chi non ne può più di raccogliere chili e chili di foglie e ghiande tutti i giorni dell’ anno; chi ha un giardino dove non cresce l’ erba per lo stesso motivo, ma deve togliere le piantine che nascono dalle infestanti ghiande; chi non può avere una recinzione dignitosa perché non può né tenerla pulita, né ridipingerla da anni; chi ha piante magari anche di un certo pregio tutti appiccicose per una sostanza mellosa che secernono questi lecci; chi non sopporta più le lampade della strada tutte sporche; chi deve respirare l’ aria lurida trattenuta dalle fronde; chi ha i rami che gli arrivano sulle finestre; chi ha le grondaie sempre piene di foglie e ghiande; chi non ne può più delle caditoie subito ostruite alle prime piogge che creano pericolose e vaste pozzanghere; chi non vede il sole; chi non capisce perché deve tagliare i rami se sporgono nella proprietà altrui e deve subire l’ invasione di queste piante nella propria.

Certo, i marciapiedi saranno allargati, ma non dalle recinzioni al tronco, bensì dal tronco alla strada: quindi che ci serve? Non passo ora con l’ ombrello aperto, non passerò dopo. Le radici solleveranno anche i nuovi marciapiedi. Di fronte a casa mia ci sono 2 alberi che hanno le radici alte: dovranno tagliarle perché il marciapiedi sarà di 10 centimetri d’ altezza. Saranno stabili? E quante sono nella stessa situazione, dato che hanno smantellato il manto solo intorno ad un alberello?

E il consigliere Conficoni, per convincerci, cos’ ha detto? Che lui abita di fronte alle celle mortuarie e non gli fa piacere, ma mica le fa togliere? Davanti a tali attinenti considerazioni, la mia mite vicina di casa ha brandito il bastone, ma poi ha cambiato idea.

Purtroppo…

Un progetto che costerà circa 700.000,00 euro pensato intorno agli alberi, invece che intorno alle persone, ai loro disagi alla loro salute, e che costerà molto di più proprio per questo.

Ho detto all’ Assessore Mazzer che quando gli alberi solleveranno di nuovo il massetto e l’ Amministrazione non sarà la stessa, andrò a bussare alle porte e alle tasche di chi ha realizzato questo progetto e di chi, come il Sindaco e lui stesso, hanno detto più volte che la soluzione migliore e più saggia è il taglio di tutti gli alberi.

Anche perché così l’ allargamento dei marciapiedi, senza alberi, consentirebbe un passaggio promisquo alle bici. Di verde ce n’ è già tanto, e ben curato, nei nostri giardini…