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lunedì 16 giugno 2008

Consiglio una verifica prima dei lavori

Ho appena trovato, nella mia cassetta della posta, un gentile avviso del Settore Lavori pubblici e costruzioni stradali del Comune di Pordenone, datata 3 giugno: come cittadina di via San Giuliano vengo avvisata che, il rifacimento dei marciapiedi e il ripristino della sede stradale, cominceranno presumibilmente in ottobre, e mi si chiede di attivarmi nel caso in cui io debba fare degli allacciamenti (acqua, luce, gas). Giusto.

Vorrei ricambiare la cortesia facendo pervenire anch'io al dirigente firmatario (Maurizio Bianchet) una missiva.

Spettabile Dirigente, «per non savèr né lèser, né scrìver, come dirìa me nona», io vi consiglierei di tirar via tutto il bitume dei marciapiedi un bel po' prima di ottobre, per verificare se davvero li potete fare i lavori intorno ai lecci.

Avete buttato via, pardòn, impiegato un sacco di soldi per verifiche, diagnosi, cure de sti lecci; avete fatto, rifatto e rifatto nuovamente progetti, progettini, modifiche e lunghe, inutili chiaccherate con noi di via San Giuliano Se la sente di assumersi il rischio di dover bloccare i lavori per il taglio definitivo di altri alberi che si scopriranno malati o pericolanti? Di dover spendere ancora soldi su soldi per altri progetti e modifiche e per i ritardi che accumulerete? Di scoprire che la gente chiederà, prima a se stessa e poi a chi di dovere, se i soldi sono stati spesi bene, se possono essere spesi meglio e se davvero sono andati tutti nei lavori o se invece?

Se anche toglierete tutti i marciapiedi non staremo peggio di quanto stiamo adesso, anzi: magari la smettiamo di saltellare come allegre caprette o come rospi tra le pozze d'acqua e di scendere e salire dal marciapiedi alla strada e ritorno come un lungo, noioso, continuo esercizio di step! Vedremo tutti che non ci sono i marciapiedi, senza illuderci, come facciamo ora, che essi esistano

In attesa che i lavori, poi, comincino davvero, potremmo darci a qualche coltura autunnale o - che so? - all'ingrasso dei maiali per la prossima Epifania: con tutte le ghiande che cascano tutti i santi giorni da ste parti!

Glorianna Presot

Tratto da IL Gazzettino Venerdi' 13 Giugno 2008
Edizione Pordenone

giovedì 1 maggio 2008

Alla Prova della Pioggia

Via San Giuliano alla prova della pioggia

Martedì pioveva e mentre le mie figlie, andando a scuola, saltellavano come allegri camosci tra una pozza e l'altra del marciapiedi, la sottoscritta saltava su e giù dal marciapiedi in strada, non potendo schivare le stesse pozzanghere e tenere, contemporaneamente, l'ombrello aperto sul marciapiedi: mi sentivo come una novella Mary Poppins, ma senza il vento dell'Est a renderla leggiadra. Mi sono ricordata di aver detto al Signor Sindaco che avrei ancora scritto per non far dimenticare la condizione degli abitanti di via San Giuliano : senza sicurezza e dignità, costretti a vivere in una via dimenticata da tutti, ma che tutti usan o senza prudenza; brutta per marciapiedi, sporcizia e lecci un po' su un po' tagliati; costretti a sentire ancora parlare di progetti di riqualificazione, quando poco più in là, senza rumore, sono caduti tutti i pini marittimi, san i e malati, che non infastidivano nessuno e sono già stati sostituiti da qualche arbusto che diventerà un bell'albero.

L'altra mattina, poi, è successo che mentre corravamo perché in ritardo, la sottoscritta è inciampata su uno dei tanti rialzi, crepe, buchi, radici, tronchi tagliati. Siccome sono ancora abbastanza reattiva, sono riuscita a non cadere in strada dove le auto sfrecciano, numerose e incontrollate, e sicuramente impossibilitate a inchiodare davanti a una che ti precipita davanti. Certo, una persona anziana non corre, ma ci vede anche poco ed è meno stabile; un adulto ha il diritto di camminare spedito o di farsi una corsetta, no? E un bambino corre, invece, perché i genitori gli hanno insegnato che il marciapiedi è l'unico posto sicuro dalle auto. Signor Sindaco, Lei si ricorda cosa Le ho promesso se a un mio familiare o a me capita qualcosa per la Vostra incuria?

Glorianna Presot

tratto da il Gazzettino 1 maggio 2008

venerdì 1 febbraio 2008

Le radici dei lecci spaccano la giunta

Gli alberi a Pordenone
Non tutti gli alberi si accontentano di fare gli alberi. Prendete i platani, sono convinti di avere l'appalto della vigilanza stradale e guai ai malcapitati che tentano di uscire dalla carreggiata: li aspettano sul bordo fermi come macigni e li arrestano senza neanche fare verbale. Sarà per il portamento impettito o per la chioma a lacrima che i cipressi si atteggiano a chierichetti, fatto sta che si sono accaparrati il monopolio dell'ultimo saluto e non c'è verso per altri concorrenti. L'ulivo, si sa, oltre a vantare virtù culinarie, è un albero intellettuale; si è dato alla politica e la sua immagine campeggia nelle insegne di chi compete per la guida del Paese. Il leccio, invece, è un albero che fa solo l'albero, non ha ambizioni extravegetali. Preferisce vivere nei boschi e nei campi, lontano da polvere e chiasso, ma, se lo piantano in città, attecchisce e cresce anche lì. Pretende solo di fare il suo mestiere di sempreverde con polmoni di quercia. Spandere ombra, fare il cambio di foglie e bacche quando gli va, mettere radici senza impacci. È quello che fanno i lecci del quartiere San Giuliano da cinquant'anni ed è quello che continuerebbero a fare volentieri per altri cinquanta. Sennonchè si sono accorti di dare fastidio, loro, i lecci, un po' a tutti: a chi ha alzato le recinzioni e i muri che soffocano le chiome in alto e a chi ha posato i marciapiedi che li comprimono sotto; si sentono in colpa quando leggono che le loro radici hanno spaccato non solo il selciato, ma anche i banchi dell'assemblea dove si governa la città. Così hanno preso una decisione. Niente manfrine ecologiste, patetici di dibattiti sull'ambiente, comitati pro-giardinaggio, soprattutto niente strumentalizzazioni politiche. Sono dignitosi loro, i lecci, e vogliono stare alla larga da quelle beghe. Quindi, bando alle chiacchiere, alle terapie di mantenimento dei sani e al ricovero in discarica dei malati. Salute o non salute, se non possono fare quello per cui sono nati, un taglio netto e amen. Questo chiedono tutti i lecci di San Giuliano, compresi gli otto che, proprio in queste ore, sono scossi dai brividi delle motoseghe. E un'altra cosa. Che le loro spoglie, se possibile, vengano disperse lì accanto, nella giungla cresciuta attorno al Noncello. Non si sa mai, nell'altra vita.
( di Giorgio Coden liberamente tratto da Il Gazzettino 1 febbraio 2008)

martedì 29 gennaio 2008

L'amministrazione invita i cittadini di Via San Giuliano

Io c’ ero alla riunione a Borgomeduna per Via San Giuliano, ho visto l’ esasperazione nutrita da anni di noncuranza quasi continua da parte delle amministrazioni comunali; l’ ho sentita negli interventi di rabbia trattenuta dall’ educazione e poi esplosa all’ intervento dell’ unico non firmatario della petizione (120 firme!) di tre anni fa tra gli abitanti della via, il consigliere comunale Bianchini. Sono certa del suo genuino impegno, tantopiù che abita distante dagli alberi! Ma non accetto che mi dica che siamo strumentalizzati da chi vuole il taglio degli alberi, dato che chi lo vuole siamo noi!

Ho sentito il disagio di gente che ha il proprio cortile spaccato o non può aprire il cacello a causa delle radici: poi arriva la multa per divieto di sosta perché il figlio ha dovuto parcheggiare l’ auto fuori!

Capisco chi non ne può più di raccogliere chili e chili di foglie e ghiande tutti i giorni dell’ anno; chi ha un giardino dove non cresce l’ erba per lo stesso motivo, ma deve togliere le piantine che nascono dalle infestanti ghiande; chi non può avere una recinzione dignitosa perché non può né tenerla pulita, né ridipingerla da anni; chi ha piante magari anche di un certo pregio tutti appiccicose per una sostanza mellosa che secernono questi lecci; chi non sopporta più le lampade della strada tutte sporche; chi deve respirare l’ aria lurida trattenuta dalle fronde; chi ha i rami che gli arrivano sulle finestre; chi ha le grondaie sempre piene di foglie e ghiande; chi non ne può più delle caditoie subito ostruite alle prime piogge che creano pericolose e vaste pozzanghere; chi non vede il sole; chi non capisce perché deve tagliare i rami se sporgono nella proprietà altrui e deve subire l’ invasione di queste piante nella propria.

Certo, i marciapiedi saranno allargati, ma non dalle recinzioni al tronco, bensì dal tronco alla strada: quindi che ci serve? Non passo ora con l’ ombrello aperto, non passerò dopo. Le radici solleveranno anche i nuovi marciapiedi. Di fronte a casa mia ci sono 2 alberi che hanno le radici alte: dovranno tagliarle perché il marciapiedi sarà di 10 centimetri d’ altezza. Saranno stabili? E quante sono nella stessa situazione, dato che hanno smantellato il manto solo intorno ad un alberello?

E il consigliere Conficoni, per convincerci, cos’ ha detto? Che lui abita di fronte alle celle mortuarie e non gli fa piacere, ma mica le fa togliere? Davanti a tali attinenti considerazioni, la mia mite vicina di casa ha brandito il bastone, ma poi ha cambiato idea.

Purtroppo…

Un progetto che costerà circa 700.000,00 euro pensato intorno agli alberi, invece che intorno alle persone, ai loro disagi alla loro salute, e che costerà molto di più proprio per questo.

Ho detto all’ Assessore Mazzer che quando gli alberi solleveranno di nuovo il massetto e l’ Amministrazione non sarà la stessa, andrò a bussare alle porte e alle tasche di chi ha realizzato questo progetto e di chi, come il Sindaco e lui stesso, hanno detto più volte che la soluzione migliore e più saggia è il taglio di tutti gli alberi.

Anche perché così l’ allargamento dei marciapiedi, senza alberi, consentirebbe un passaggio promisquo alle bici. Di verde ce n’ è già tanto, e ben curato, nei nostri giardini…

martedì 18 settembre 2007

Qui doveva fare più largo!

Prime piogge in Via San Giuliano.

Stiamo tornando a casa sul marciapiede, per chi ha il coraggio di spacciarlo per tale: al di là che in qualche punto il passaggio con l’ ombrello aperto- tipico nelle giornate di pioggia…- non è per nulla agevole, poi ci sono buche, rialzi, crepe, tombini affioranti, a cui si aggiungono una serie continua di pozzanghere, alcune delle quali larghe quanto il marciapiede e che ci costringono a scendere in strada, ma nemmeno vicino al bordo, no!, almeno un passo verso la strada, con le auto che sfrecciano, incuranti dell’ acqua che ci buttano addosso. D’ altra parte siamo in torto noi: siamo pedoni e non stiamo sul marciapiede. E perbacco!

Serena, la più piccola, procede saltellando, attenta a non bagnarsi le scarpe, ma anche a non farsi travolgere o a inciampare rovinosamente. E’ molto concentrata…

SDLENG! L’ ombrello va a finire su una cancellata e fa rimbalzare la piccola verso un albero: STUD!

Allora lei torna verso destra, ma RI-SDLENG!, altra cancellata; TONG!, palo della luce a sinistra; SCRRAK!, grattata su recinzione di cemento a destra; DENG!, stavolta è il palo della fermata dell’ autobus, a sinistra…

“Amore- cinguetto io- se continui così quell’ ombrello non arriverà intero a casa!”

La piccola si gira lentamente, stringe gli occhi, mi fissa e poi, giustamente inviperita, sbotta:

“Non è colpa mia! E’ quello che ha disegnato la città che qui doveva fare più largo!”

mercoledì 13 giugno 2007

Arrivano i tecnici

Sono uscita e c' era il tecnico che misurava gli alberi al quale ho spiegato le problematiche. A parte la battuta riferita a quelli contrari al taglio (nessuno abigtate in Via San Giuliano) e cioè che tutti sono ambientalisti a casa degli altri, mi ha confermato inquinamento da gas di scarico, ma mi ha anche detto dell' inquinamento acustico: le foglie e i rami così intrecciati in mezzo alla strada, fanno da cassa sonora alle 3.800 auto che ci passano sotto tutti i santi giorni...

Continuano a chiedermi perché mi accanisca contro gli alberi di Via San Giuliano e il fatto che me lo abbiano chiesto anche un paio di consiglieri, della maggioranza, mi fa capire che che c’ è ancora bisogno di spiegare.

In realtà, però, a parte sottolineare che i marciapiedi sono impraticabili da anni, che molti ci sono inciampati rovinosamente (anche recentemente), che le mamme con i passeggini e le persone in carrozzina devono scendere in strada perché è impossibile procedere in questo che dovrebbe essere uno spazio sicuro e tutelato, che quando piove sei costretto a scendere in strada per le pozze inguadabili, bambini compresi, con le auto che sfrecciano e ti lavano; a parte i metri cubi di foglie che siamo noi a dover scopare tutti i giorni dell’ anno, anche nelle nostre proprietà invase dai rami, per non intasare i tombini e per avere un po’ di decoroso ordine davanti a casa; a parte i gas di scarico che si fermano sotto i rami intrecciati e poi entra nei nostri giardini e polmoni, rami e foglie che danno inquinamento acustico facendo la cassa sonora alle 3.800 auto che giornalmente ci passano sotto…

Dico, a parte ciò, chiaramente dispiacerà tagliare questi alberi che ci stanno esasperando, sì, ma solo per l’ incuria delle amministrazioni che si sono succedute dal momento in cui sono state impiantate e fino alle prime potature “visibili”, poco più di una decina di anni fa. Se fossero state curate con antiparassitari, potate regolarmente e domate da subito, anche nella radici (non me ne intendo…), magari non saremmo arrivati a questo punto.

E le famiglie di Via San Giuliano, a cui appartengono i 120 firmatari della petizione per il taglio e la sostituzione di queste piante, non sono responsabili dell’ incuria altrui…

sabato 12 maggio 2007

Ma i giornali cosa scrivono?

Mi trovo obbligata a scrivere l’ ennesima lettera su Via San Giuliano, ferita in più punti da quanto scritto su questo giornale sabato. Intanto i lecci non “abbracciano” via San Giuliano, ma la soffocano con il gas di scarico di 3.800 auto al giorno che si ferma sotto le fronde, che hanno formato un tunnel, e che poi viene veicolato verso terra, verso i giardini, verso i polmoni di chi ci abita. Non sono “alcuni” i residenti a favore del taglio, ma 120 firmatari della petizione del 17 maggio 2005 che proponeva il taglio e la sostituzione con altra pianta compatibile con i lavori di riqualificazione: in caso contrario, ci ritroveremo con i marciapiedi disastrati, pericolosi per i pedoni e impraticabili da carrozzine, passeggini e ombrelli aperti: situazione in cui ci troviamo da almeno 10 anni! Quelli che si oppongono al taglio dovrebbero tapparsi la bocca e poi fare un salto qui da noi, a tapparsi anche il naso e, magari, a tirarsi su le maniche per scopare le quantità incredibili di foglie che scendono sempre, in qualsiasi perido dell’ anno; a non riuscire ad entrare nei cortiliquando piove forte perché i tombini tappati rendono la strada un fiume. Senza calcolare le foglie e ghiande che impediscono la crescita di erba e fiori nei giardini privati dove i rami di queste piante si affacciano in gran quantità. E gli operatori passano di qui ogni due settimane, se va bene…

E non crediate di farci sentire in colpa, dato che le persone e la loro salute non sono sostituibili: le piante dannose sì.

Io sono ambientalista da un pezzo: faccio raccolta differenziata fin dal primo posizionamento delle campane, circa 15 anni fa, se non di più; raccolgo l’ umido in una concimaia chiusa da quando ho un giardino mio; ho i pannelli solari; risparmio sul consumo dell’ acqua e non solo in estate; faccio centinaia di km all’ anno in bici per andare a lavorare, a fare la spesa, nei cimiteri, a messa, a trovare parenti,…, e ho abituato le mie figlie a fare lo stesso; mio marito usa un motorino solo perché ha più km da fare. Essere “verde” è una qualità dell’ animo e dell’ intelligenza, non un’ apparenza politica; è buon senso non superficialità.

Ricordo che il signor Sindaco s’ è impegnato davanti a una sala piena di gente ad attuare il nuovo o il vecchio progetto, tra l’ altro meno costoso di “soli” 250.000,00 euro!, entrambi comprendenti il NECESSARIO taglio dei lecci.

Non mi fate arrabbiare…


giovedì 26 aprile 2007

Riunione in Circoscrizione

Per chi non c’ era, giovedì scorso, alla riunione della Circoscrizione di Borgomeduna, farò un riassunto su via San Giuliano, argomento affrontato solo dopo mia specifica richiesta.

Il Sindaco, dopo aver ammesso che è tutta colpa sua e che avrebbe dovuto prendere in mano la situazione un anno e mezzo fa (come dargli torto?) ha assicurato che entro maggio il nuovo progetto sarà presentato, a settembre ci sarà il bando e a gennaio 2008 i lavori partiranno. Certo, siccome la ciclabile non sarebbe in regola, il Sindaco ha detto che è meglio non farla (come dargli torto?); il progetto costa solo 250.000,00 euro in più e allora ha detto che se per maggio il progetto nuovo non ci sarà, attuerà quello vecchio, con un ritardo di solo un paio d’ anni, così risparmiamo (come dargli torto?)…

Nel frattempo noi continueremo a respirare la nube tossica sotto le fresche fronde, a scopare quintali di foglie perché non si mettono a potare degli alberi che, tanto, saranno tagliati tra qualche mese (come dargli torto?).

Solo che non avremo la pista ciclabile che per una strada percorsa da 3.800 auto al giorno sembrerebbe necessaria (come darMI torto?); senza calcolare che le strade dovrebbero essere sacrificate, dati i danni ambientali delle auto, a favore delle piste ciclabili e dei marciapiedi (come darMI torto?). Ora, siccome giusto un anno fa l’ Amministrazione aveva cercato la ditta per tagliare gli alberi, sarebbe il caso che intanto li tagliassero subito: almeno respireremo meglio e i tombini rimarrebbero liberi e puliti in caso di temporali (come darMI torto?). E poi stiamo all’ occhio, perché metà maggio è alle porte e settembre arriva in un lampo e se se la tempistica non viene rispettata, stavolta m’ inquieto: COME DARMI TORTO?

mercoledì 7 marzo 2007

Tombini sottodimensionati?

Posted by Picasa

Dire che dopo 5 minuti, 5, di pioggia forte (la prima dopo settimane), i marciapiedi di Via San Giuliano erano impraticabili, costellati di pozze e rigagnoli insidiosi e che in 10 metri di percorso sei già stata lavata da capo a piedi dalle dedine e decine di auto e camion che passano sulle pozzanghere della strada sarebbe davvero troppo facile.Così come far notare che i tombini di Via Nuova di Corva, apparentemente puliti, non scolavano per niente, trasformando il loro avvallamento in pozza.

Per cui sposto l’ attenzione sul cortile, appena fatto, della scuola “E. De Amicis”, Via Udine. Per accedere alle entrate dell’ edificio si devono fare due guadi che per profondità a e soprattutto, larghezza i bimbi non riescono nemmeno a saltare: anche qui, come sulla ciclabile (poi rimediata: tutte le cose nuove, in realtà, sono una serie di rattoppi, qui in zona…), i tombini sono sottodimensionati.

Spero, poi, che venga preso in considerazione al più presto il relativo “giardino”, habitat perfetto per il Mostro della Palude!, un acquitrino enorme che lascia fango per giorni, dopo.

Grazie.

Glorianna Presot- PN

lunedì 5 febbraio 2007

Il blocco delle auto

Io sono assolutamente certa che il blocco delle auto come viene gestito a Pordenone è uguale che in altre città con le medesime caratteristiche, ma ritengo che non serva a molto, non solo per l’ abbattimento delle polveie sottili, ma soprattutto per la mentalità dei pordenonesi.

Lasciare correre tutte le auto nelle ore di punta e fermarle solo quando sarebbero ferme comunque, o poche sarebbero in moto, non mi pare risolutivo, tantopiù in una zona ristretta della città. Nella mia via non ho notato alcuna differenza, eppure abito in Via San Giuliano, a sì e no un km. e mezzo dal centro.

Se il blocco fosse totale e dalle 8 alle 18, ad esempio, almeno per i residenti, questi sarebbero “costretti” a prendere in considerazione l’ esistenza delle due ruote a pedali (detta anche bicicletta) e del fatto che nelle scarpe hanno due piedi che, muovendo in sincrono, ti portano ovunque, soprattutto quando “ovunque” è 1- 2 km. lontano.

E siccome se piove possono usare l’ auto, va da sé che userebbero quelle strane cose solo col bel tempo.

E’ una questione di abitudine, ve lo dico io che faccio una media di 7-10 km al giorno da anni e, nonostante automobilisti maleducati, pedoni che ti tagliano la strada e vigili distratti, sono ancora bella viva e temprata, tempratissima…!

giovedì 29 giugno 2006

Dopo il Fortunale

Ma certo, che diamine! E’ ovvio che con il fortunale che c’ è stato giovedì per quanto riguarda foglie e sporco tutto il mondo è paese, o, meglio, tutto il mondo è… Via San Giuliano.Ma qui ci si riesce a distinguere lo stesso. Infatti, nei metri cubi di foglie che io e i miei vicini abbiamo raccolto davanti a solo 4 numeri civici, le uniche foglie verdi erano quelle, poche, delle nostre, sane, piante. Invece tutto il resto erano foglie secche di questi lecci che dovevano essere tagliati per iniziare i lavori già l’ estate scorsa. Che significa? Quello che ho sempre affermato: che qui è un autunno continuo e che ogni folatina o ogni pisciatina di nuvola fanno cadere un numero spropositato di foglie secche, in ogni stagione, anche adesso, quando le piante dovrebbero essere nel pieno della loro vigorìa… se di vigorìa ne avessero!
Inoltre solo con la pala sono riuscita a liberare i tombini, otturati subito da queste foglie che sono tremende, che hanno creato sulla strada un torrente prima e dei laghi dopo.
Tornando a casa a pochi minuti dalla fine della pioggia, percorrendo il marciapiede con la bici a mano (giacchè la strada era impraticabile) e senza ombrello, perché con l’ ombrello aperto non ci passi ( ! ), grazie al saliscendi di questi marciapiedi pericolosamente dissestati, prima sono finita nella pozza davanti al cancello del mio vicino con l’ acqua fino alle caviglie; poi in quella davanti al mio, un po’ più alto, con l’ acqua sotto la caviglia. Ma mentre aprivo il cancello, sono passate tre auto che, non potendo correre in mezzo alla strada, mi hanno completamente lavato, dalla testa ai piedi, anticipando i gioiosi gavettoni Ferragostani!
Le foglie le ho tutte raggruppate in tre graziose “muttere” che lascierei lì, giusto per vedere quanto ci mettono a passare e a raccoglierle. Ma siccome usano quella macchina che le soffia, so già che, come al solito, me le ritroverei di nuovo nel mio cortile. Quindi…
A proposito: ho scattato delle foto. Certo, non rendono, ma io potrei portare sempre i sacchi condominiali e ricostruire le tre “muttere” davanti all’ ufficio del Sindaco. Come sa anche lui, le parole lasciano il tempo che trovano…

martedì 20 giugno 2006

La Primavera è finita

Anche da voi, a Pordenone, la primavera è finita? Anche qui, a Borgomeduna, e noi di Via San Giuliano siamo molto contenti perché mancano solo nove mesi all’ inizio della primavera 2007, a cui, evidentemente, faceva riferimento il signor Sindaco, quando in campagna elettorale aveva assicurato che i lavori sarebbero partiti, appunto, entro la primavera.
Intanto, seppur altrove, fervono i lavori: si rattoppa in via Cavallotti, dove il giorno dopo la fine della catramatura s’ è aperta una voragine; ora è bella liscia, anche se ci sono dei simpatici avvallamenti a gruppi di tre che è difficile non prendere in pieno, in bici: e d’ altra parte, piuttosto che un’ auto sulla schiena, meglio è un colpetto sotto la sella. E noi siamo abituati a prenderlo là. Il colpetto, intendo…
Si è rattoppato anche Via Udine e anche lì ci sono dei simpatici avvallamenti: meglio non perdere l’ abitudine…
Ma sarà un’ estate ricca di avvenimenti da vivere: “catramen et circenses”?

domenica 4 giugno 2006

Ma scriviamo a Bolzo

questa è una mail che ho scritto direttamente a Bolzo e alla quale mai ha risposto, ovviamente...
ciao

----- Original Message -----
From: Glorianna Presot
To: Sergio Bolzonello ; sindaco@comune.pordenone.it
Sent: Sunday, June 04, 2006 5:26 PM
Subject: buongiorno

Mia suocera ha 70 anni, è sempre in giro in bicicletta, lavora un orto piuttosto grande, mi tiene le bimbe se serve, fa ginnastica 2 volte alla settimana da ottobre a maggio, eppure è inciampata sul marciapiede vicino a casa mia, Via San Giuliano, ricorda?
Ha preso una bella botta sia in testa che sul costato, ma al Pronto Soccorso le hanno detto che le era andata bene, e non solo a lei...
Fosse stata mia madre, avrei agito, ma non siamo tutti uguali e rispetto le opinioni di tutti, ma ora mi sto innervosendo...
Quando finisce la primavera nel suo calendario?
Rispettosamente.

giovedì 1 giugno 2006

Chi si aspettava che per perorare l’ inizio lavori in Via San Giuliano cavalcassi l’ ultimo- per adesso- ciclista investito in loco rimarrà deluso: non conosco la dinamica e ognuno si prenderò, anche in coscienza, le proprie responsabilità.
Riferisco due scene che ho visto in due giorni differenti.
Non potendo praticare il marciapiede iper sconnesso e stretto a causa degli alberi, un’ anziana in carrozzina ha dovuto percorrere, con la persona che l’ accompagnava, più di metà via ai bordi della strada, sotto il sole cocente e con il classico traffico mostruoso del sabato, verso ora di pranzo. La domenica, una mamma, dopo aver inutilmente cercato di restare sul marciapiede con il passeggino, ha cercato di attraversare la strada per accedere all’ altro marciapiede, ma dopo qualche passo ha desistito e fatto il resto del percorso a bordo strada.
Ho raccolto un sacco condominiale pieno di foglie cadute davanti al mio fronte strada dopo l’ ultima pioggia e volevo farne dono al Comune, dato che non c’ è verso di vedere qualcuno che le raccolga, come dovrebbe, o che con l’ aria le spara nei cortili privati, come NON dovrebbe, invece di raccolglierle: posso?
Mancano tre settimane alla fine della primavera e ancora nulla si muove in Via San Giuliano, eppure qulacuno, dopo aver dato il voto al Sindaco, mi ha detto: “Vedrai, vedrai: se ha detto che in primavera iniziano i lavori, iniziano di sicuro!”…

martedì 9 maggio 2006

Rieletto Bolzonello

Anche se non è cominciata proprio benissimo e ancora ci sono degli attriti a livello politico, non posso che complimentarmi con il Signor Sindaco per la sua rielezione che consentirà a me di non dover ricominciare daccapo con un altro…
Volevo ricordare che anche in Via San Giuliano la Primavera è iniziata il 21 marzo e si concluderà il 21 giugno: siamo splendidamente entrati, insomma, nella seconda metà della stagione in cui il Sindaco ha promesso, a fine dicembre 2005, che i lavori di riqualificazione di questa via sarebbero iniziati.
Certo, anche a febbraio dello scorso anno la sua amministrazione aveva promesso l’ inizio dei lavori entro l’ estate, ma, a onor del vero, forse non hanno ben specificato l’ anno! Ma stavolta…
Visto che ci sono, spero che saranno considerati tutti gli errori accumulati nella vicina Via Udine e che non vengano ripetuti anche qui: a me basterà aprire il cancello per controllare e lo farò.
A tal proposito, dopo un educativo giro in Via San Giuliano per vedere i metri cubi di foglie che saremo costretti a raccogliere come dopo ogni scroscio e ogni ventata, inviterei chi di dovere a fare un saltino sulla ciclabile nuova di stecca di Via Udine, vicino alla scuola, per vedere la pozza che si è formata grazie alla discesa a picco dalla strada e al tombino messo in…salita.
Dopo aver visto i Vigili costretti a parcheggiare sulla pista ciclabile perché non è stata considerata la possibilità della sosta, nemmeno per far scendere i bambini, e non è stato previsto lo spazio per far parcheggiare lo scuolabus e i parcheggi sono sottodimensionati, direi che andare là per giocare con le barchette sul laghetto è uno scacciapensieri.

mercoledì 11 maggio 2005

PETIZIONE: PROPOSTA DI SOSTITUZIONE

Al Sindaco Sergio Bolzonello
Comune di Pordenone

I sottoscritti aitanti di Via San GIuliano, avuta conoscenza del tipo di lavori che verranno attuati per la riqualificazione della via stessa, presentano formale richiesta al Sig.Sindaco ffinche, in sede di esecuzione dei lavori di ampliamento e rifacimento dei marciapiedi e della pista ciclabile vengano SOSTITUITI gli attuali lecci ad alto fusto con altre essenze più adtte allo scopo. Ritengono infatti inutili i lavori di rifacimento dei marciapiedi senza la sostituzione degli alberi attuali in quanto legrosse radici nel giro di 3-4 anni le opere effetutate con conseguente spreco di denaro pubblico.
Infine le abitazioni vicine fanno presente il disagio che la grossa chioma arreca alla salubrità dell'abitato e degli abitanti, formando un tunnel. Così i gas di scarico, non potendo espandersi, vengono trattenuti e spinti verso le abitazioni a lato costrigendo gli abitanti a vivere costantemente con le finiestre chiuse.
Si ringrazia per l'attenzione e si porgono distinti saluti.

Pordenone, 11 maggio 2005

Seguono le firme con cognome, nome, indirizzo e firma di 120 residenti.