martedì 5 febbraio 2008

Prima di parlare...

…e poi scusate, eh? Ma l’ avete vista la petizione? Son quasi 3 anni che è stata presentata, a quanto pare seguendo le indicazioni del Sindaco stesso che aveva chiesto di farla sottoscrivere SOLO degli abitanti della zona, sennò non aveva senso; eppure continuano a dire che la gente di Via San Giuliano non è d’ accordo nel tagliare gli alberi, anzi: il 50% sono favorevoli al mantenimento!

Volete i nomi? La Cardin jr. (che ha anche detto che quegli alberi sono dei monumenti perché hanno 70 anni: ma per cortesia! Lei un indiscutibile monumento cittadino di 70 anni ce l’ ha in casa: forse si confonde…); e Conficoni, per il quale si può parlare di mala fede, dato che glielo hanno urlato alla riunione per la presentazione del “progetto beffa” che non solo i presenti (comunque numerosi e imbufaliti) erano favorevoli e che rappresentavano anche gli altri firmatari.

S’ è scaldata perfino la mite signora Gina che ha brandito il bastone e lo ha invitato ad andare a pulirle il cortile tutti i giorni e ad aprirle il cancello bloccato dalle radici!

E lui ha continuato a dire che il 50% sono contro il taglio. Bene: fuori le altre 120 firme, allora!

Glorianna Presot

lunedì 4 febbraio 2008

c'erano prima i lecci o le recinzioni?

Rispetto a quanto ho letto sul Gazzettino e che è stato riportato su questo spazio (Coden), vorrei precisare che i lecci non hanno 50 anni, ma 38, e che quasi tutte le abitazioni e le recinzioni c’ erano prima di loro e non il contrario: non sono state loro a disturbare la crescita degli alberi. Anche la gente, molta, c’ era già e ha cominciato ad aver a che fare con i disagi da leccio molto presto: son più di 15 anni che ininterrottamente si chiede una soluzione. Son più di 15 anni che i marciapiedi sono dissestati. Solo 12 anni fa, cioè dopo 26 anni di incuria, c’ è stata la prima potatura seria e, se non erro, anche una passata con “medicinali” adatti. Anche la strada c’ era già ed era trafficata anche 30- 40 anni fa. C’ era già, purtroppo, anche un’ Amministrazione miope, almeno nel suo reparto Lavori Pubblici, che ha piantato delle querce troppo vicine tra loro e lungo una strada di città centrale, neanche di periferia, in un periodo dove si poteva solo immaginare lo svuluppo di fabbricati e traffico e aumento di abitanti per la spinta industriale ed economica del tempo.

E la gente di Via San Giuliano deve pagare la miopia di un tempo e la miopia anche di adesso? E davvero i lecci si sono “Ammastellati”? Qui come al Governo centrale, nella particellazione di sedie e idee, basta davvero un Mastella che “sceglie la famiglia” e pochi lecci per far cascare tutto? E la gente di Via San Giuliano dev’ essere colpevolizzata, quando alle spalle del Borgo, verso il Noncello, c’ è tanto spazio verde, intricato, sterpizzato e panteganizzato e che secondo le regole del Comune nemmeno dovrebbe esserci? Uno spazio dove dalle case private piovono acque reflue direttamente nella “roia” che va al Noncello…

Magari cominceremo a parlare anche del retro di Via Amman e di Vicolo San Giuliano. Non si sa mai…

Superpippo

venerdì 1 febbraio 2008

Le radici dei lecci spaccano la giunta

Gli alberi a Pordenone
Non tutti gli alberi si accontentano di fare gli alberi. Prendete i platani, sono convinti di avere l'appalto della vigilanza stradale e guai ai malcapitati che tentano di uscire dalla carreggiata: li aspettano sul bordo fermi come macigni e li arrestano senza neanche fare verbale. Sarà per il portamento impettito o per la chioma a lacrima che i cipressi si atteggiano a chierichetti, fatto sta che si sono accaparrati il monopolio dell'ultimo saluto e non c'è verso per altri concorrenti. L'ulivo, si sa, oltre a vantare virtù culinarie, è un albero intellettuale; si è dato alla politica e la sua immagine campeggia nelle insegne di chi compete per la guida del Paese. Il leccio, invece, è un albero che fa solo l'albero, non ha ambizioni extravegetali. Preferisce vivere nei boschi e nei campi, lontano da polvere e chiasso, ma, se lo piantano in città, attecchisce e cresce anche lì. Pretende solo di fare il suo mestiere di sempreverde con polmoni di quercia. Spandere ombra, fare il cambio di foglie e bacche quando gli va, mettere radici senza impacci. È quello che fanno i lecci del quartiere San Giuliano da cinquant'anni ed è quello che continuerebbero a fare volentieri per altri cinquanta. Sennonchè si sono accorti di dare fastidio, loro, i lecci, un po' a tutti: a chi ha alzato le recinzioni e i muri che soffocano le chiome in alto e a chi ha posato i marciapiedi che li comprimono sotto; si sentono in colpa quando leggono che le loro radici hanno spaccato non solo il selciato, ma anche i banchi dell'assemblea dove si governa la città. Così hanno preso una decisione. Niente manfrine ecologiste, patetici di dibattiti sull'ambiente, comitati pro-giardinaggio, soprattutto niente strumentalizzazioni politiche. Sono dignitosi loro, i lecci, e vogliono stare alla larga da quelle beghe. Quindi, bando alle chiacchiere, alle terapie di mantenimento dei sani e al ricovero in discarica dei malati. Salute o non salute, se non possono fare quello per cui sono nati, un taglio netto e amen. Questo chiedono tutti i lecci di San Giuliano, compresi gli otto che, proprio in queste ore, sono scossi dai brividi delle motoseghe. E un'altra cosa. Che le loro spoglie, se possibile, vengano disperse lì accanto, nella giungla cresciuta attorno al Noncello. Non si sa mai, nell'altra vita.
( di Giorgio Coden liberamente tratto da Il Gazzettino 1 febbraio 2008)

giovedì 31 gennaio 2008

Quanti anni hanno i lecci e i pini marittimi?

Quando stamane ho sentito il rumore delle seghe sui lecci non ho provato sollievo, ma nausea.

I pini marittimi della seconda parte di Via San Giuliano e del Ponte di Adamo ed Eva saranno tagliati, anche quelli sani, eppure non impedirebbero l’ ampliamento dei marciapiedi in quanto sono verso il fosso, non verso la strada; inoltre i marciapiedi adiacenti sono rovinati da tempo e incuria, ma non mi pare ne siano le piante direttamente responsabili; non so se hanno più di sessant’ anni come quelli che senza colpo ferire sono stati tagliati (davvero erano malati?) in Via Rivierasca…

Provo nausea per la confusione per questi lecci che solo disagi portano e che hanno 38 anni, non sono un monumento storico; per chi in mala fede continua a dire che solo metà degli abitanti di Via San Giuliano è favorevole; per i consiglieri che hanno con tanta superficialità sconfessato il Sindaco che falsamente hanno appoggiato per garantirsi la “careguta”; per un Sidaco che ha mentito a sé, ai consiglieri e soprattutto ai cittadini quando si è impegnato al taglio in prima persona. Provo nausea per chi continua a non pensare agli abitanti e usano gli alberi per rimestare gli equilibri; per chi dice “… non si preoccupi che intanto facciamo così e poi piano piano questi alberi verranno giù lo stesso…”; per chi ci ha dato degli strumentalizzati; per chi manca di rispetto verso la nostra salute, la nostra sicurezza, la nostra tranquillità.

Provo nausea per quelli che non seguono il consiglio dei nostri veci: “Prima de parlar, tasi…”

martedì 29 gennaio 2008

L'amministrazione invita i cittadini di Via San Giuliano

Io c’ ero alla riunione a Borgomeduna per Via San Giuliano, ho visto l’ esasperazione nutrita da anni di noncuranza quasi continua da parte delle amministrazioni comunali; l’ ho sentita negli interventi di rabbia trattenuta dall’ educazione e poi esplosa all’ intervento dell’ unico non firmatario della petizione (120 firme!) di tre anni fa tra gli abitanti della via, il consigliere comunale Bianchini. Sono certa del suo genuino impegno, tantopiù che abita distante dagli alberi! Ma non accetto che mi dica che siamo strumentalizzati da chi vuole il taglio degli alberi, dato che chi lo vuole siamo noi!

Ho sentito il disagio di gente che ha il proprio cortile spaccato o non può aprire il cacello a causa delle radici: poi arriva la multa per divieto di sosta perché il figlio ha dovuto parcheggiare l’ auto fuori!

Capisco chi non ne può più di raccogliere chili e chili di foglie e ghiande tutti i giorni dell’ anno; chi ha un giardino dove non cresce l’ erba per lo stesso motivo, ma deve togliere le piantine che nascono dalle infestanti ghiande; chi non può avere una recinzione dignitosa perché non può né tenerla pulita, né ridipingerla da anni; chi ha piante magari anche di un certo pregio tutti appiccicose per una sostanza mellosa che secernono questi lecci; chi non sopporta più le lampade della strada tutte sporche; chi deve respirare l’ aria lurida trattenuta dalle fronde; chi ha i rami che gli arrivano sulle finestre; chi ha le grondaie sempre piene di foglie e ghiande; chi non ne può più delle caditoie subito ostruite alle prime piogge che creano pericolose e vaste pozzanghere; chi non vede il sole; chi non capisce perché deve tagliare i rami se sporgono nella proprietà altrui e deve subire l’ invasione di queste piante nella propria.

Certo, i marciapiedi saranno allargati, ma non dalle recinzioni al tronco, bensì dal tronco alla strada: quindi che ci serve? Non passo ora con l’ ombrello aperto, non passerò dopo. Le radici solleveranno anche i nuovi marciapiedi. Di fronte a casa mia ci sono 2 alberi che hanno le radici alte: dovranno tagliarle perché il marciapiedi sarà di 10 centimetri d’ altezza. Saranno stabili? E quante sono nella stessa situazione, dato che hanno smantellato il manto solo intorno ad un alberello?

E il consigliere Conficoni, per convincerci, cos’ ha detto? Che lui abita di fronte alle celle mortuarie e non gli fa piacere, ma mica le fa togliere? Davanti a tali attinenti considerazioni, la mia mite vicina di casa ha brandito il bastone, ma poi ha cambiato idea.

Purtroppo…

Un progetto che costerà circa 700.000,00 euro pensato intorno agli alberi, invece che intorno alle persone, ai loro disagi alla loro salute, e che costerà molto di più proprio per questo.

Ho detto all’ Assessore Mazzer che quando gli alberi solleveranno di nuovo il massetto e l’ Amministrazione non sarà la stessa, andrò a bussare alle porte e alle tasche di chi ha realizzato questo progetto e di chi, come il Sindaco e lui stesso, hanno detto più volte che la soluzione migliore e più saggia è il taglio di tutti gli alberi.

Anche perché così l’ allargamento dei marciapiedi, senza alberi, consentirebbe un passaggio promisquo alle bici. Di verde ce n’ è già tanto, e ben curato, nei nostri giardini…

martedì 18 settembre 2007

Qui doveva fare più largo!

Prime piogge in Via San Giuliano.

Stiamo tornando a casa sul marciapiede, per chi ha il coraggio di spacciarlo per tale: al di là che in qualche punto il passaggio con l’ ombrello aperto- tipico nelle giornate di pioggia…- non è per nulla agevole, poi ci sono buche, rialzi, crepe, tombini affioranti, a cui si aggiungono una serie continua di pozzanghere, alcune delle quali larghe quanto il marciapiede e che ci costringono a scendere in strada, ma nemmeno vicino al bordo, no!, almeno un passo verso la strada, con le auto che sfrecciano, incuranti dell’ acqua che ci buttano addosso. D’ altra parte siamo in torto noi: siamo pedoni e non stiamo sul marciapiede. E perbacco!

Serena, la più piccola, procede saltellando, attenta a non bagnarsi le scarpe, ma anche a non farsi travolgere o a inciampare rovinosamente. E’ molto concentrata…

SDLENG! L’ ombrello va a finire su una cancellata e fa rimbalzare la piccola verso un albero: STUD!

Allora lei torna verso destra, ma RI-SDLENG!, altra cancellata; TONG!, palo della luce a sinistra; SCRRAK!, grattata su recinzione di cemento a destra; DENG!, stavolta è il palo della fermata dell’ autobus, a sinistra…

“Amore- cinguetto io- se continui così quell’ ombrello non arriverà intero a casa!”

La piccola si gira lentamente, stringe gli occhi, mi fissa e poi, giustamente inviperita, sbotta:

“Non è colpa mia! E’ quello che ha disegnato la città che qui doveva fare più largo!”

mercoledì 13 giugno 2007

Arrivano i tecnici

Sono uscita e c' era il tecnico che misurava gli alberi al quale ho spiegato le problematiche. A parte la battuta riferita a quelli contrari al taglio (nessuno abigtate in Via San Giuliano) e cioè che tutti sono ambientalisti a casa degli altri, mi ha confermato inquinamento da gas di scarico, ma mi ha anche detto dell' inquinamento acustico: le foglie e i rami così intrecciati in mezzo alla strada, fanno da cassa sonora alle 3.800 auto che ci passano sotto tutti i santi giorni...

Continuano a chiedermi perché mi accanisca contro gli alberi di Via San Giuliano e il fatto che me lo abbiano chiesto anche un paio di consiglieri, della maggioranza, mi fa capire che che c’ è ancora bisogno di spiegare.

In realtà, però, a parte sottolineare che i marciapiedi sono impraticabili da anni, che molti ci sono inciampati rovinosamente (anche recentemente), che le mamme con i passeggini e le persone in carrozzina devono scendere in strada perché è impossibile procedere in questo che dovrebbe essere uno spazio sicuro e tutelato, che quando piove sei costretto a scendere in strada per le pozze inguadabili, bambini compresi, con le auto che sfrecciano e ti lavano; a parte i metri cubi di foglie che siamo noi a dover scopare tutti i giorni dell’ anno, anche nelle nostre proprietà invase dai rami, per non intasare i tombini e per avere un po’ di decoroso ordine davanti a casa; a parte i gas di scarico che si fermano sotto i rami intrecciati e poi entra nei nostri giardini e polmoni, rami e foglie che danno inquinamento acustico facendo la cassa sonora alle 3.800 auto che giornalmente ci passano sotto…

Dico, a parte ciò, chiaramente dispiacerà tagliare questi alberi che ci stanno esasperando, sì, ma solo per l’ incuria delle amministrazioni che si sono succedute dal momento in cui sono state impiantate e fino alle prime potature “visibili”, poco più di una decina di anni fa. Se fossero state curate con antiparassitari, potate regolarmente e domate da subito, anche nella radici (non me ne intendo…), magari non saremmo arrivati a questo punto.

E le famiglie di Via San Giuliano, a cui appartengono i 120 firmatari della petizione per il taglio e la sostituzione di queste piante, non sono responsabili dell’ incuria altrui…

sabato 12 maggio 2007

Ma i giornali cosa scrivono?

Mi trovo obbligata a scrivere l’ ennesima lettera su Via San Giuliano, ferita in più punti da quanto scritto su questo giornale sabato. Intanto i lecci non “abbracciano” via San Giuliano, ma la soffocano con il gas di scarico di 3.800 auto al giorno che si ferma sotto le fronde, che hanno formato un tunnel, e che poi viene veicolato verso terra, verso i giardini, verso i polmoni di chi ci abita. Non sono “alcuni” i residenti a favore del taglio, ma 120 firmatari della petizione del 17 maggio 2005 che proponeva il taglio e la sostituzione con altra pianta compatibile con i lavori di riqualificazione: in caso contrario, ci ritroveremo con i marciapiedi disastrati, pericolosi per i pedoni e impraticabili da carrozzine, passeggini e ombrelli aperti: situazione in cui ci troviamo da almeno 10 anni! Quelli che si oppongono al taglio dovrebbero tapparsi la bocca e poi fare un salto qui da noi, a tapparsi anche il naso e, magari, a tirarsi su le maniche per scopare le quantità incredibili di foglie che scendono sempre, in qualsiasi perido dell’ anno; a non riuscire ad entrare nei cortiliquando piove forte perché i tombini tappati rendono la strada un fiume. Senza calcolare le foglie e ghiande che impediscono la crescita di erba e fiori nei giardini privati dove i rami di queste piante si affacciano in gran quantità. E gli operatori passano di qui ogni due settimane, se va bene…

E non crediate di farci sentire in colpa, dato che le persone e la loro salute non sono sostituibili: le piante dannose sì.

Io sono ambientalista da un pezzo: faccio raccolta differenziata fin dal primo posizionamento delle campane, circa 15 anni fa, se non di più; raccolgo l’ umido in una concimaia chiusa da quando ho un giardino mio; ho i pannelli solari; risparmio sul consumo dell’ acqua e non solo in estate; faccio centinaia di km all’ anno in bici per andare a lavorare, a fare la spesa, nei cimiteri, a messa, a trovare parenti,…, e ho abituato le mie figlie a fare lo stesso; mio marito usa un motorino solo perché ha più km da fare. Essere “verde” è una qualità dell’ animo e dell’ intelligenza, non un’ apparenza politica; è buon senso non superficialità.

Ricordo che il signor Sindaco s’ è impegnato davanti a una sala piena di gente ad attuare il nuovo o il vecchio progetto, tra l’ altro meno costoso di “soli” 250.000,00 euro!, entrambi comprendenti il NECESSARIO taglio dei lecci.

Non mi fate arrabbiare…


giovedì 26 aprile 2007

Riunione in Circoscrizione

Per chi non c’ era, giovedì scorso, alla riunione della Circoscrizione di Borgomeduna, farò un riassunto su via San Giuliano, argomento affrontato solo dopo mia specifica richiesta.

Il Sindaco, dopo aver ammesso che è tutta colpa sua e che avrebbe dovuto prendere in mano la situazione un anno e mezzo fa (come dargli torto?) ha assicurato che entro maggio il nuovo progetto sarà presentato, a settembre ci sarà il bando e a gennaio 2008 i lavori partiranno. Certo, siccome la ciclabile non sarebbe in regola, il Sindaco ha detto che è meglio non farla (come dargli torto?); il progetto costa solo 250.000,00 euro in più e allora ha detto che se per maggio il progetto nuovo non ci sarà, attuerà quello vecchio, con un ritardo di solo un paio d’ anni, così risparmiamo (come dargli torto?)…

Nel frattempo noi continueremo a respirare la nube tossica sotto le fresche fronde, a scopare quintali di foglie perché non si mettono a potare degli alberi che, tanto, saranno tagliati tra qualche mese (come dargli torto?).

Solo che non avremo la pista ciclabile che per una strada percorsa da 3.800 auto al giorno sembrerebbe necessaria (come darMI torto?); senza calcolare che le strade dovrebbero essere sacrificate, dati i danni ambientali delle auto, a favore delle piste ciclabili e dei marciapiedi (come darMI torto?). Ora, siccome giusto un anno fa l’ Amministrazione aveva cercato la ditta per tagliare gli alberi, sarebbe il caso che intanto li tagliassero subito: almeno respireremo meglio e i tombini rimarrebbero liberi e puliti in caso di temporali (come darMI torto?). E poi stiamo all’ occhio, perché metà maggio è alle porte e settembre arriva in un lampo e se se la tempistica non viene rispettata, stavolta m’ inquieto: COME DARMI TORTO?

mercoledì 7 marzo 2007

Tombini sottodimensionati?

Posted by Picasa

Dire che dopo 5 minuti, 5, di pioggia forte (la prima dopo settimane), i marciapiedi di Via San Giuliano erano impraticabili, costellati di pozze e rigagnoli insidiosi e che in 10 metri di percorso sei già stata lavata da capo a piedi dalle dedine e decine di auto e camion che passano sulle pozzanghere della strada sarebbe davvero troppo facile.Così come far notare che i tombini di Via Nuova di Corva, apparentemente puliti, non scolavano per niente, trasformando il loro avvallamento in pozza.

Per cui sposto l’ attenzione sul cortile, appena fatto, della scuola “E. De Amicis”, Via Udine. Per accedere alle entrate dell’ edificio si devono fare due guadi che per profondità a e soprattutto, larghezza i bimbi non riescono nemmeno a saltare: anche qui, come sulla ciclabile (poi rimediata: tutte le cose nuove, in realtà, sono una serie di rattoppi, qui in zona…), i tombini sono sottodimensionati.

Spero, poi, che venga preso in considerazione al più presto il relativo “giardino”, habitat perfetto per il Mostro della Palude!, un acquitrino enorme che lascia fango per giorni, dopo.

Grazie.

Glorianna Presot- PN